ANDATE ANCHE PER LA RETE TELEMATICA AD ANNUNCIARE IL VANGELO

 

Nei Vangeli sinottici è contenuta una frase che racchiude in sé il grande mandato che il Cristo Risorto ha dato ai propri discepoli: andare per il mondo e ammaestrare tutte le nazioni, insegnando ad osservare ciò che il Verbo di Dio fatto uomo ha comandato [cf. Mt 28, 8-20; Mc 16, 9-20; Lc 24, 13]. Nel conferire questo mandato, Cristo Signore ci rassicura che sarà con noi tutti i giorni, fino alla fine del mondo [cf. Mt 28, 20].

 

Nel Vangelo del Beato Apostolo Giovanni il Signore Risorto, apparendo ai discepoli sul Lago di Tiberiade, interloquendo con Pietro sull’amore conclude quelle triplice domanda col solenne monito: «Pasci le mie pecorelle» [Gv 21, 16].

 

Esiste un complesso rapporto tra sostanze e accidenti: l’elemento sostanziale della nostra fede è il mandato ad evangelizzare da noi ricevuto da Cristo Signore, che è fisso e immutabile nel tempo. Mentre l’elemento accidentale — che è la forma o il modo opportuno per realizzare l’evangelizzazione — deve variare nel tempo, rendendo così più efficace l’annuncio e, con esso, l’adempimento del mandato a noi conferito da Cristo Signore.

 

Nei secoli passati i Confratelli Cappuccini di Padre Ivano, in particolare quelli che svolgevano il prezioso ministero di predicatori e missionari, per adempiere a questo mandato giungevano a piedi od a dorso di asino nei luoghi a volte più impérvi. Hanno percorso foreste e attraversato fiumi con delle barchette, per raggiungere villaggi sperduti del Continente Africano. Hanno inviato lettere vergate su carta col pennino intinto nel calamaio per confortare singoli, famiglie o intere comunità cristiane sparse per il mondo. Poi è giunto il telefono, appresso i fax con i quali era possibile inviare in pochi secondi testi da un capo all’altro del mondo, per seguire con la posta elettronica e tutti i mezzi tecnologici di ultima generazione che oggi abbiamo a disposizione.

 

In questi accidenti o forme — o se preferiamo: in questi strumenti tecnologici di ultima generazione — si inserisce il nostro nuovo modo di annunciare il Santo Vangelo, per raggiungere, assistere e sostenere ovunque i Christi Fideles.

 

Molti di noi, incluso il caro Padre Ivano, preziosa firma e collaboratore della nostra rivista telematica L’Isola di Patmos, hanno risposto a questa nuova possibilità di annunciare il Santo Vangelo, che nel correre dei secoli rimane immutato, mentre mutano i mezzi e gli strumenti di evangelizzazione dei quali ci possiamo avvalere in modo efficace nel correr del tempo. Tutt’altro che peregrina suona quindi l’espressione: andate anche per la rete telematica ad annunciare il Santo Vangelo.

 

 

Ariel S. Levi di Gualdo, presbìtero

Direttore responsabile della rivista

L’Isola di Patmos

2019-01-23T17:32:04+00:00

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