II settimana di Pasqua

“Dare testimonianza al Testimone”

Giovedì

Gv 3,31-36

 

† Dal Vangelo secondo Giovanni

Chi viene dall’alto, è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito.
Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui.

Parola del Signore

 

La frase cardine tratta dall’Apologia di Socrate è questa: «So di non sapere». Il filosofo greco ci insegna, a suo modo, la vera sapienza e ci dice quale sia la giusta consapevolezza riguardo alla propria vita e alla propria conoscenza.

Possiamo vedere in questa presa di coscienza di Socrate, la figura di Nicodemo che, pur essendo uno dei maestri e sapienti di Israele, nel dialogo con Gesù capisce di non sapere nulla. Tutta la sua sapienza umana e teologica si infrange davanti al maestro di Nazareth.

Esiste una sapienza dall’alto che è frutto dello Spirito Santo e coloro che desiderano apprenderla devono desiderare di vivere secondo le leggi dello Spirito. Nicodemo è chiamato a farsi nuovamente discepolo nell’anzianità e cercare di essere testimone del Testimone di Dio che parla nella Verità dello Spirito.

Bisogna saper obbedire cioè farsi ascoltatori attenti dello Spirito Santo attraverso le parole di Cristo.

La fede di molti di noi oggi non è una fede obbediente, è una fede incelofanata che riceviamo dai nostri genitori e che teniamo ben riposta in un angolo per paura che si sciupi. Non ci scomodiamo per andare da Gesù di notte – come faceva Nicodemo – e apprendere la vera sapienza del Vangelo.

Presumiamo già di sapere tutto, specie quello che non conosciamo.

Soprattutto nell’ambito della fede, basta aver frequentato qualche corsicolo parrocchiale sul catechismo o sulla Parola di Dio e subito diventiamo grandi teologi ed esegeti biblici. Abbiamo persino l’ardire di contraddire i nostri pastori su ciò che riguarda la fede e la morale.

Con la liturgia della Parola di oggi e l’esempio del santo vescovo Atanasio possiamo lasciare a Cristo il primato dell’insegnamento. Abbiamo un disperato bisogno di maestri affidabili che ci insegnino le strade di Dio, la fede, l’ortodossia e che ci conducano verso un cammino di salvezza. Abbiamo altresì bisogno di essere docili davanti al Signore, non supponenti e presuntuosi, solo facendoci ignoranti nella sapienza terrena, possiamo trovare la sapienza dello Spirito.

 

 

Credit: Maranatha.it

 

2019-05-02T06:30:19+00:00

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