II settimana di Pasqua

FESTA DI SANTA CATERINA DA SIENA

“Come figli umili per trovare ristoro”

Lunedì

Mt 11,25-30

 

† Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Parola del Signore

 

Il Vangelo di Matteo di oggi, ci presenta questo bellissimo inno di lode di Gesù al Padre.

Tale brano non può non trovare migliore accoglienza nella festa di Santa Caterina da Siena, patrona d’Italia e d’Europa.

La benevolenza del Padre in che modo si rivela, in che cosa consiste?

Semplicemente nel presentare il Figlio, il depositario di ogni gloria, attraverso la virtù dell’umiltà.

Solo gli umili e coloro che accettano il Cristo come Salvatore della propria vita possono entrare dentro una pienezza di vita risorta.

L’uomo umile accetta di prendere la croce perché è Cristo a portarla, non rifiuta o rifugge la testimonianza del suo essere cristiano, perché è ben consapevole che Gesù ha già vinto il mondo.

In questa certezza di fede c’è il ristoro e la salvezza della nostra anima e del nostro corpo.

Oggi l’Italia e l’Europa possono avere una chance di sopravvivenza solo se riscoprono seriamente le loro radici cristiane e accettano il dolce giogo di Cristo.  È attraverso un passato in cui Cristo si rivela che è possibile costruire un futuro attendibile e pieno di speranza. L’oggi dell’uomo vive della conoscenza umile della propria storia: senza storia non è possibile capire il presente e si è incapaci di portare avanti un futuro.

Caterina da Siena, donna illetterata, risplendente della semplicità e dell’umiltà del Vangelo, non lesina rimproveri a coloro che vogliono condurre una storia fuori dalla provvidenza di Dio.

Dobbiamo finalmente capire una cosa: il problema non sta nel bigottismo intransigente o nella laicità (laicismo!) dello Stato, il vero problema risiede nell’identità perduta dell’uomo.

Abbiamo bisogno di una novella Caterina da Siena che ci impedisca di vivere spersonalizzati, abbiamo bisogno che qualcuno ci richiami ai nostri doveri così come Caterina ha fatto con i sovrani arroganti, i cardinali crapuloni e danarosi, i pontefici che avevano abdicato il ruolo di pastore per seguire le regole mondane e diventare pupazzi in mano ai potenti della terra.

La festa di oggi, che racchiude tutti gli uomini d’Europa sotto l’obbedienza dell’umile croce vittoriosa di Cristo, invalida quella tentazione sempre attuale espressa da John Milton nel Paradiso Perduto: “Meglio regnare all’Inferno che servire in Paradiso”. Senza il Risorto i nostri stati e le nostre nazioni, possono solo trasformarsi in luoghi infernali con l’amara illusione di una falsa libertà.

Se avessimo la capacità di leggere i segni dei tempi, vedremmo che il fuoco di tanti roghi, l’incendio di una miriade di passioni logoranti e frustranti altro non sono se non il risultato di un rinnegamento di Dio che termina con il rinnegamento di noi stessi.

Forse è ancora possibile far cessare questo suicidio assistito.

 

 

Credit: wikipedia

 

 

2019-04-29T06:39:01+00:00

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